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Perchè l'iPhone usa il connettore dock a 30 pin? PDF Stampa
Martedì 10 Luglio 2012 20:38

Nel 2006 Apple ha rilasciato un iPod che, ad oggi, è l’unico fra tutti i dispositivi mobile di Apple a non avere un connettore dock standard: l’iPod Shuffle. Al fine di risparmiare spazio e renderlo il più piccolo possibile, è stato costruito da zero e il tradizionale connettore dock a 30 pin è stato sostituito nelle sue funzioni di ricarica e sincronizzazione dal connettore jack da 3,5mm, grazie all’utilizzo di un cavo USB apposito. Per tutti gli altri dispositivi mobile di Apple, quali iPhone, iPod e iPad, è sempre stato utilizzato il connettore dock a 30-pin che però, secondo le ultime voci, presto potrebbe essere sostituito da un più piccolo connettore a 19-pin. La domanda, allora, è: se Apple vuole recuperare spazio sui propri terminali, perchè non utilizzare una soluzione simile all’iPod Shuffle ed eliminare del tutto il connettore dock?

La risposta è semplice: mentre la fantastica e geniale soluzione implementata sullo Shuffle è perfetta per ricaricare e sincronizzare il dispositivo, è invece scadente per tutte le altre funzioni per le quali è stato progettato il connettore dock a 30-pin. Ma cosa fa questo connettore di così importante che Apple non può farne a meno, implementando soluzioni più belle e di dimensioni contenute? E perchè l’unica soluzione per risparmiare in termini di spazio è proprio l’utilizzo di un connettore a 19-pin?

Ma quanti pin hai?

Se tirate via un cavo USB dal vostro Mac e date un’occhiata alla spina del connettore, quello che vedrete sono quattro piccoli pin dorati. Ora guardate all’interno della spina del connettore dock Apple: lì troverete non quattro, ma ben 30 pin. E questi pin sono al centro dell’articolo odierno.

Facciamoci un’altra domanda: perchè Apple, una società che ha fatto della semplicità del design e del culto dei dettagli un dogma, che cerca sempre di realizzare prodotti il più piccoli possibili, ha scelto di progettare un dock che è quasi 8 volte più ingombrante e complicato del classico USB? Perché non ha utilizzato un connettore di tipo micro USB coma fatto da tanti altri smartphone?

Anche qui la risposta è semplice: il connettore a 30-pin di Apple fa molte più cose rispetto al semplice USB. Ecco perchè.

USB contro Apple

Guardiamo di nuovo il connettore USB e i suoi quattro pin principali. Come può farla franca con i 30 pin utilizzati da Apple? State per caso pensando che ogni pin ha una suo scopo specifico? Esatto, hai proprio ragione!

In ogni connettore USB, sia micro, che mini o semplicemente USB, ci sono sempre e solo quattro pin. Il primo fornisce l’alimentazione al dispositivo collegato, il secondo serve per trasferire i dati all’esterno, il terzo è per trasferire i dati all’interno e il quarto è il cosiddetto “ground” che è un componente necessario per qualsiasi dispositivo elettronico.

Nell’iPod Shuffle questi quattro pin sono stati implementati all’interno del jack cuffie da 3,5 millimetri, collegando ciascun pin agli anelli che si trovano sulla punta del jack cuffie.

Di solito, questi anelli sono utilizzati per trasferire i dati audio da un iPod alle cuffie, ma quando si collega un iPod Shuffle al computer tali anelli fanno il doppio del lavoro e servono anche a sincronizzare e ricaricare il dispositivo. Geniale, no?

La connessione USB è innegabilmente elegante: quando si collega un dispositivo al computer, i driver del dispositivo vengono scaricati automaticamente e il PC sa subito come interagire con esso. Anche l’utente meno esperto sa utilizzare con facilità un dispositivo USB. Cosa deve fare, quindi, un connettore oltre che ricaricare e sincronizzare?

Il problema del classico USB è che è stato concepito inizialmente come un protocollo standard per le periferiche del PC: tastiera, mouse, fotocamere digitali, stampanti, hard disk esterni e così via. In altre parole, il connettore USB si aspetta che tu stia utilizzando un computer tradizionale per caricare i driver e per accedere al dispositivo.

E questo è il problema. iPhone, iPad, iPod sono collegati a tutti i vostri computer, ma non scaricano i driver. Ma in termini convenzionali, questi sono percepiti dal PC ancora come “periferiche”. Come si va, quindi, a far comunicare il PC con un dispositivo senza i relativi driver?

E’ proprio qui che entra in gioco il connettore dock a 30-pin di Apple che consente di collegare e far comunicare iPhone, iPod e iPad con i PC senza la necessità di caricare i driver. E’ l’anima dei miliardi di dollari che valgono le vendite dei dispositivi, e forse è una delle migliori invenzioni che Apple abbia mai fatto.

Perché 30-pin?

Quando è stato presentato il primo iPod nel lontano 2001, il dispositivo non utilizzava il connettore a 30-pin che tutti noi oggi amiamo/odiamo, ma utilizzava una porta Fireware che, allora, era la risposta di Apple all’USB. A partire dal 2003, però, Apple ha improvvisamente sostituito la porta Fireware con il connettore dock a 30-pin che conosciamo oggi. E da allora non lo ha più abbandonato.

Il motivo per cui Apple ha fatto questo è semplice: l’iPod era diventato una vera e propria icona, utilizzato da milioni di persone e con tanti produttori di accessori che chiedevano di poter realizzare hardware per i lettori MP3 di Apple. Passando ad un connettore dock proprietario (la porta Fireware non lo era), Apple ha potuto dare ai produttori di accessori una soluzione semplicissima per consentire di far comunicare nuovi dispositivi hardware con l’iPod, senza bisogno di driver. Da lì nacque il business del “Made for iPod”. Insomma, il connettore dock a 30-pin ha permesso agli accessori di comunicare facilmente con l’iPod.

Tale connettore è quello che ha permesso di trasformare gli iPod, gli iPhone e gli iPad nell’hub digitale di così tante persone. Grazie a questo connettore, abbiamo auto che possono parlare con l’iPhone, televisori in grado di prelevare contenuti da un iPod e migliaia di accessori dalle più disparate funzioni.  Non a caso, l’iPod Shuffle, l’unico dispositivo Apple a non utilizzare il dock a 30-pin, è il dispositivo con meno accessori di terze parti disponibili sul mercato. Perché utilizza direttamente l’USB e non il connettore Apple.

Come lavora il connettore dock a 30-pin?

Abbiamo già visto che il connettore USB ha solo quattro pin, due per i dati, uno per l’alimentazione e l’altro per il “ground”. E fino a quando c’è un computer connesso in gradi di caricare i driver, tale connettore è sufficientemente potente da lavorare come si deve.

Il connettore a 30-pin di Apple funziona in modo diverso. Ogni pin ha una funzione specifica e ogni accessorio compatibile deve confrontarsi con i dati che passano per ogni singolo pin, in modo tale da poter fornire la funzione per cui è stato realizzato.

Pensate a questo connettore come a una serratura, e all’accessorio compatibile coma ad una chiave. In ogni blocco ci sono un certo numero di ingranaggi che solo la chiave può sbloccare e aprire, ma tale chiave deve essere tagliata con previsione in modo che coincida con tutti i perni della serratura. Il connettore dock di Apple funziona alla stessa maniera.

Mentre due di questi trenta perni forniscono le funzioni di data-out e data-in presenti anche nei connettori USB, utili per la sincronizzazione, tutti gli altri hanno funzioni specifiche. Il risultato è che se si collega un iPhone a, diciamo, uno speaker audio tramite dock, il connettore dello speaker è configurato in modo tale da comunicare solo con i pin relativi alle funzioni che vuole attivare: in questo caso uscita audio e power in. Un accessorio configurato per visualizzare sulla TV un film caricato all’interno dell’iPod, attiverà soltanto i pin per l’uscita video e l’audio out. E questo vale per tutti gli altri accessori: ogni pin una funzione, e proprio grazie a questa soluzione i produttori di accessori possono sbizzarrirsi senza preoccuparsi di alcun tipo di drive. L’accessorio funzionerà! E tutto ciò sarebbe stato impossibile con un connettore USB.

Tra l’altro, i vantaggi di questa soluzione sono anche altri: ad esempio i produttori di accessori non devono realizzare dispositivi con molta potenza CPU per tradurre i dati in entrata e in uscita, in quanto il tutto è gestito direttamente dal connettore a 30-pin.

Ma c’è però un problema: questo connettore dock di Apple è durato quasi un decennio senza modifiche significative, ma è anche uno dei componenti più ingombrando presenti su iPhone e iPad. Questo rende tale connettore un collo di bottiglia quando si tratta di dover realizzare iDevice più piccoli e sottili, magari anche con una batteria migliore. Dopo 9 anni, però, Apple sembra voler cambiare il connettore dock e sostituirlo con un 19-pin. Per fortuna, senza perdere alcuna caratteristica.

Come ridurre i 30 pin?

Quando Apple ha introdotto il connettore dock a 30-pin nel 2003, ha fatto in modo che fosse a prova di futuro e non a caso è durato per quasi 10 anni, progettandolo per essere compatibile con migliaia di accessori. Nel 2012, però, sembra arrivato il tempo di cambiare

Non è il caso di elencare tutte le singole funzioni dei vari pin, ma se siete interessati trovate l’elenco completo qui. Adesso è il caso di elencare quelli che sono i pin di cui Apple potrebbe fare a meno:

Notate qualcosa? Ben otto pin elencati sono dedicati a mantenere la compatibilità Firewire. L’unico problema è che Appple ha abbandonato tale connessione a favore della porta Thunderbolt e dell’USB 3. Si tratta praticamente di una tecnologia morta, che non servirà ai produttori di accessori.

Sono stati tolti virtualmente anche i pin 8, 9 e 10 che servono per marginali funzioni di video-out utilizzate da pochissimi iPod. Insomma, 11 pin via. Quanti ne rimangono? Esatto, 19. Proprio il numero di pin che Apple, stando agli ultimi rumor, sembra voler lasciare nella prossima generazione del connettore.

Il futuro non è micro USB

Come abbiamo visto, ci sono due ragioni principali per cui Apple ha mantenuto il suo standard a 30-pin malgrado le dimensioni: è molto più semplice renderlo compatibile con gli accessori e soprattutto è stato alla base del business del “Made for iPod, iPhone o iPad”, certificazioni che solo Apple può dare proprio perchè in possesso di uno standard proprietario.

Il risultato è che dopo 10 anni ci sono milioni di accessori nelle case di tutto il mondo e sugli scaffali dei negozi, pronti per essere collegati ad un connettore a 30-pin. Qualsiasi modifica radicale, come l’uso di una porta micro USB, sarebbe deleteria per i produttori di accessori e per i consumatori. Oltre ad avere, come abbiamo visto, molta meno flessibilità.

Scegliendo la soluzione a 19-pin, Apple manterrebbe tutte le caratteristiche principali del connettore, non lascerebbe nel panico i produttori di accessori e potrebbe facilmente realizzare un adattatore 19-pin/30-pin per rendere tutti gli accessori fino ad ora realizzati compatibili anche con i futuri iPhone, iPod e iPad.

Conclusioni

L’adattatore come soluzione, il connettore 19-pin per ridimensionare un componente all’interno dei propri dispositivi. Questo è il futuro.

Il connettore a 30-pin è stata una delle invenzioni più efficienti, versatili e a prova di futuro che Apple abbia mai realizzato. Ancora oggi, il principio alla base di questo connettore è all’avanguardia, funzionale e perfetto per i produttori di accessori. Per di più, essendo una tecnologia proprietaria, Apple ci guadagna un bel pà con gli ormai noti “Made for iDevice”.

E con il connettore a 19-pin in procinto di essere implementato (già dall’iPhone 5?), Apple avrà altri 10 anni per trovare una soluzione ancora migliore.

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