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AOL vende 800 brevetti a Microsoft PDF Stampa
Martedì 10 Aprile 2012 21:53

Con un colpo che non ha niente da invidiare all'acquisizione di Instagram da parte di Facebook, Microsoft si porta a casa oltre 800 brevetti da AOL (America online) e relative applicazioni. Spendendo una cifra di 1,056 miliardi di dollari, l'azienda di Redmond si assicura così un importante patrimonio utile per tutelare alcuni dei suoi prodotti, Internet Explorer su tutti. Proviamo a capire il perchè.

Le proprietà intellettuali acquistate da Microsoft giocano un ruolo fondamentale a livello strategico e la spesa portata avanti dalla nota azienda ne è la chiara e diretta dimostrazione. Tra le proprietà acquistate troviamo, tra le altre, anche Netscape: il capostipite dei motori di ricerca entra così in Microsoft, mettendo così la parola fine a quella che è stata una delle battaglie che hanno caratterizzato gli anni '90.

Con un prezzo medio di circa 1,25 milioni di dollari a brevetto, la strategia di Microsoft è quella di riuscire a migliorare la propria posizione in un segmento di mercato che si fa, con il passare dei giorni, sempre più competitivo. La guerra dei browser, in scena negli ultimi anni, ha portato infatti Internet Explorer a confrontarsi direttamente non solo con Mozilla ma anche e soprattutto Chrome, il browser di Google.

Una battaglia che non si gioca solo con le percentuali di mercato, ma anche e soprattutto a suon di licenze e nei tribunali. Ed è anche in questo senso che l'acquisto effettuato da Microsoft assume il suo aspetto. Buona parte dei brevetti acquistati dall'azienda di Redmond, infatti, sono stati registrati da circa quattro anni: ci troviamo di fronte a soluzioni che devono ancora essere messe in licenza ad altre aziende, il che rende le proprietà intellettuali ancora più interessanti.

Il valore del portfolio potrebbe quindi dare la possibilità a Microsoft di andare a registrare introiti con la richiesta di licenze legate all'utilizzo, andando ad attivare un programma particolarmente aggressivo. Questo numero di brevetti, comunque, permetterebbe di avere altre armi per poter confrontarsi con Android e Chrome, entrambi prodotti di Google e con cui ha già dimostrato di avere una particolare antipatia. Gli accordi siglati con HTC e LG, partner di Google, sono un esempio lampante.

Al momento non sono stati forniti i dettagli dell'operazione portata avanti da Microsoft, e manca quindi l'indicazione precisa di quali brevetti stiamo parlando. Analizzando il portfolio AOL, non è però difficile identificare quali possano essere i più interessanti. Tra i tanti, quelli a seguire sembrano essere i principali indiziati:

  • Patent N. 6854085, che copre la tecnologia di completamento dei form su pagine web in automatico
  • Patent N. 5657390, per la tecnologia Secure Sockets Layer (SSL), ora identificata come Transport Layer Security (TLS) che perette di gestire comunicazioni cifrate tra browser e web server
  • Patent N. 7525951 e 6839737, che prevedono l'integrazione di servizi di messaggistica istantanea con software e-mail e che permette di effettuare la sincronizzazione tra i contatti, verificandone la presenza online

Ma non terminano qui. Buona parte dei brevetti (legati a doppio filo a Netscape) rappresentano oggi una parte fondamentale del web, su cui moltissime aziende si sono basate per lo sviluppo delle proprie soluzioni. L'acquisto, insomma, porta in mano a Microsoft una importante arma che l'azienda si troverà a gestire nei mesi a venire: sarà interessante, quindi, osservare come il colosso di Redmond intenderà comportarsi.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Giugno 2012 19:53