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Windows XP, l’8 aprile la chiusura definitiva. In arrivo gravi problemi di sicurezza PDF Stampa
Mercoledì 15 Gennaio 2014 16:48

La chiusura del supporto tecnico di Windows Xp, comporterà dei grossi problemi relativi alla sicurezza per gli utenti privati e per alle aziende che continuano ad utilizzare il vecchio sistema operativo. E' la fine di un'era durata più di dodici anni, al termine della quale XP è ancora installato nel 30% dei computer in tutto il mondo.

L’8 Aprile sarà ricordato nella storia della tecnologia. Poichè sarà quello il giorno in cui, dopo più di dodici anni di servizio, si chiuderà definitivamente il ciclo di vita di Windows XP, il sistema operativo più longevo e diffuso di Microsoft. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda di Redmond, che con un comunicato ufficiale pubblicato ad un anno esatto dall’addio ufficiale, chiude definitivamente lo sviluppo ed il supporto alla sua creatura più famosa e diffusa: “E’ arrivato momento di passare ad un più moderno sistema operativo Windows e modernizzare l’infrastruttura IT”.

Windows XP, l'8 aprile la chiusura definitiva. In arrivo gravi problemi di sicurezza.

Le motivazioni di questa scelta sono ufficialmente legate alla politica dell’azienda circa la durata del supporto tecnico relativo ai propri prodotti, secondo il quale tutti i sistemi operativi e gli accessori hardware ricevono puntualmente aggiornamenti per un periodo non inferiore ai dieci anni, dopodiché (in base all’importanza del prodotto stesso) non vengono più assicurati aggiornamenti e supporto tecnico dedicato.

Un cambiamento importante, che influenzerà tantissimi utenti di tutto il mondo: si stima che Windows XP sia attualmente utilizzato da oltre il 30% dei computer in tutto il pianeta, secondo solo a Windows 7 (che è installato sul 47% dei personal computer), ma senza dubbio preferito rispetto a Windows 8, che è attualmente installato solo sul 7% dei computer di tutto il mondo. Statistiche che sono strettamente legate al costo delle nuove versioni dei sistemi operativi ed alla potenza dei personal computer di vecchia data, macchine che ad anni di distanza sono ormai diventate obsoleti: poco potenti per supportare le nuove versioni del sistema operativo di Microsoft ed a breve non più supportate dall’azienda soprattutto per quel che riguarda gli aggiornamenti relativi alla sicurezza. Uno scenario che le renderà il perfetto obiettivo per hacker e malintenzionati.

E’ questa infatti la conseguenza più importante della chiusura del programma di supporto per il sistema operativo di Microsoft. Oltre all’ovvio abbandono da parte dei produttori di hardware, dello sviluppo dei driver per utilizzare le periferiche con il vecchio OS di Microsoft, il prossimo otto aprile l’azienda di Redmond renderà pubblico l’ultimo aggiornamento ufficiale per Windows XP, da quella data in poi tutti i vecchi computer che continueranno ad utilizzare il vecchio OS e che si connetteranno alla rete, saranno giorno dopo giorno, sempre più esposti a malware, trojan e virus di ogni genere, che non solo potrebbero compromettere il corretto funzionamento del personal computer, ma potrebbero mettere a rischio tutti i dati personali del proprietario stesso. Un problema che non interesserà esclusivamente gli utenti privati, ma anche tutte le aziende pubbliche (come banche e poste) che, ad oggi, continuano ad utilizzare Windows XP in quanto continua a soddisfare le necessità aziendali.

Negli Stati Uniti stanno già correndo ai ripari. Le autorità federali statunitensi hanno infatti messo in allerta tutti gli istituti bancari, invitandoli ad aggiornare i propri sistemi informatici per evitare di risultare direttamente responsabili in caso di attacchi da gruppi di hacker: nel caso in cui dovessero essere rubate le informazioni personali relative ai conti correnti dei propri clienti, memorizzate in sistemi informatici che utilizzano Windows XP (e che quindi non sono più supportati e protetti dagli aggiornamenti di Microsoft), le banche sarebbero chiamate a risponderne personalmente.

Microsoft ha inoltre attivato un programma di supporto per le piccole e medie aziende americane che saranno praticamente costrette ad aggiornare i propri sistemi e le proprie reti informatiche, senza dover spendere cifre esorbitanti: l’iniziativa è dedicata ad alcuni dei sistemi in uso da tempo che per funzionare hanno necessariamente bisogno di Windows XP, sistemi il cui aggiornamento sarebbe irrimediabilmente costoso per le aziende.

“Il mese successivo al ritiro di Windows XP - scrive Tim Rains, direttore del gruppo Trustworthy Computing di Microsoft - i criminali informatici di tutto il mondo inizieranno ad effettuare il reverse engineering degli aggiornamenti rilasciati, per verificare se le vulnerabilità corrette nei sistemi operativi più recenti siano invece presenti su Windows XP”. In soldoni, l’ecosistema formato dai personal computer che utilizzano il vecchio sistema operativo sarà come il paese dei balocchi per tutti gli hacker ed i pirati informatici, che sicuramente ne riusciranno a scovare le vulnerabilità e che realizzeranno malware e virus in grado di accedervi senza che l’utente finale se ne accorga e senza il timore che Microsoft rilasci un aggiornamento in grado di correggere il problema.

I malintenzionati saranno in vantaggio, quindi. Avranno la possibilità di accedere potenzialmente al 30% dei computer in tutto il mondo, senza dover temere che Microsoft possa correre ai ripari: uno scenario preoccupante considerando la grossa percentuale di PC che continuano ad utilizzare Windows XP, ma soprattutto tenendo presente la natura subdola dei malware che saranno in grado di essere avviati senza che l’utente finale si renda conto di nulla.

Quando Microsoft rilascia un aggiornamento per la sicurezza, gli esperti dell’azienda (ed i malintenzionati) iniziano subito un lavoro di reverse-engeneering per scovare falle ed eventuali vulnerabilità. In soldoni, questa metodologia consiste nell’invertire il processo di sviluppo del software, partendo dal prodotto finale per arrivare alla stesura del codice sorgente: questa tecnica, che spesso viene utilizzata dai reverser per riuscire ad hackerare software e dispositivi hardware dei quali non hanno a disposizione il codice sorgente, riesce a mettere in evidenza le eventuali falle di sicurezza, grazie alle quali poi si riesce ad elaborare una pach per la correzione del problema oppure l’algoritmo cuore di un eventuale malware. Dopo un aggiornamento, nel caso in cui venga riscontrata una falla di sicurezza, gli ingegneri del Microsoft Security Response Center (MSRC) ne studiano la natura, si accertano che il problema non si verifichi anche in altri prodotti dell’azienda, e pubblicano una patch correttiva per chiudere definitivamente la falla.

Dall’8 aprile però le aziende e gli utenti che continueranno ad utilizzare Windows XP non avranno più questo vantaggio. Una volta rilasciato l’ultimo Service Pack, gli hacker avranno la possibilità di realizzare exploit in grado di attaccare l’OS e considerando che il sistema operativo non verrà più aggiornato, i computer animati dal vecchio OS di Redmond saranno, giorno dopo giorno, sempre più vulnerabili.

Il consiglio da seguire per gli utenti privati che vogliono continuare ad utilizzare il buon vecchio Windows XP è quello di evitare il più possibile le connessioni a siti e servizi non verificati e di installare un buon software antivirus, dopo essersi accertati che la software house continui a supportare gli aggiornamenti anche per l’ormai obsoleto OS.

Prima o poi aggiorneranno tutti, o quasi. Ma nel (lungo) periodo di transizione che avrà inizio l’8 aprile 2014, sarà compito del Garante della privacy delineare le linee guida che le aziende pubbliche e private dovranno seguire per poter garantire la sicurezza dei dati personali dei propri utenti, nella speranzosa attesa che Microsoft attivi un programma di incentivazione all’aggiornamento come è già accaduto negli Stati Uniti.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Gennaio 2014 14:52
 
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